Il grande fiume

Numerosissimi, negli Arcani Maggiori dei Tarocchi di Marsiglia, sono i simboli che, richiamandosi tra loro in maniera più o meno evidente, concorrono alla creazione di una fitta, misteriosa e avvincente trama. Uno degli elmenti simbolici più interessanti è il fiume che scorre tra gli Arcani che raffigurano gli astri, ovvero il XVII (La Stella), il XVIII (La Luna) e il XVIIII (Il Sole). 

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Se osserviamo l'Arcano XVIII, La Luna, notiamo che il gambero sembra confinato in uno stagno, cioè in uno specchio d'acqua circoscritto e immobile: questo stagno, però, prende vita grazie all'apporto energizzante del fiume che proviene dall'Arcano precedente, La Stella. Quest'ultima carta raffigura una donna inginocchiata che riversa in un corso d'acqua proveniente da sinistra (ovvero dal passato) i liquidi contenuti in due anfore, i cui colori - giallo e blu - richiamano quelli delle stelle più piccole: il giallo rappresenta l'intelligenza spirituale, il blu l'istinto profondo. La donna, simbolo della Verità dell'Anima, riceve cioè dagli spazi siderali due energie complementari che poi riversa, purificandolo e vivificandolo, nel grande fiume dell'esistenza: la mezzaluna che reca sulla fronte indica infatti la sua ricettività mentale nei confronti del cosmo, mentre la posizione inginocchiata rappresenta la sua devozione verso la terra.

 

Osservando meglio questo Arcano, inoltre, è possibile notare che esso riassume in sè le quattro energie che caratterizzano l'esperienza umana. L'acqua e la terra (che simboleggiano rispettivamente l'energia emozionale e quella fisico-materiale) sono i due elementi ricettivi che vengono rivitalizzati dall'azione fecondante della Stella: il liquido di colore giallo, che viene versato nel fiume, rappresenta la luce del piano mentale, mentre quello di colore blu (che in realtà sgorga dalla vagina della donna e non si riversa nell'acqua bensì sulla terra) è l'emblema dell'energia sessuale-creativa. La figura femminile dell'Arcano XVII compie, cioè, una duplice azione: da una parte nobilita il mondo delle emozioni inondandolo con la luce dell'intelligenza spirituale; dall'altra offre al mondo fisico, per sua natura transitorio, la facoltà di rigenerarsi all'infinito infondendogli la propria energia sessuale.

 

Il fiume purificato dall'amorevole azione della Stella si riversa così nello stagno della Luna, in cui il gambero non si lascia trasportare dalla corrente ma resta fermo ad osservare l'astro notturno, dal quale trae nutrimento al pari dei due cani ululanti: questi ultimi appaiono affamati ed egoisti, non intenzionati ad aiutarsi a vicenda ma soltanto a prendere dalla Luna quanto più possono per se stessi. Ci troviamo in una situazione di stallo, dalla quale sarà possibile uscire soltanto quando il lavoro di ricezione sarà giunto a compimento, ovvero quando la Luna accetterà di diventare totalmente trasparente, fino a farsi specchio della luce del Sole, simbolo dell'amore divino: il colore azzurro del volto della Luna preannuncia la trasformazione dell'astro notturno nell'acqua del fiume che, uscendo dallo stagno, giungerà fino alla terra dell'Arcano XVIIII, Il Sole appunto. All'interno di quest'ultima carta, il dualismo rappresentato dalle due anfore dell'Arcano XVII e dai due cani dell'Arcano XVIII si risolve finalmente nell'unità dello Spirito; i due personaggi dell'Arcano XVIIII, infatti, si aiutano reciprocamente sotto lo sguardo amorevole dell'astro solare: essi camminano sul fiume della vita in direzione di un nuovo mondo, separandosi dal passato tramite il muretto che si erge alle loro spalle.

 

La grande opera messa in atto dalla donna dell'Arcano XVII, in fondo, consiste proprio nell'armonizzazione dei due grandi archetipi universali, quello femminile e materno rappresentato dalla Luna e quello maschile e paterno simboleggiato dal Sole: è necessario conciliare questi due aspetti per riuscire a domare le correnti dell'esistenza e a condurre felicemente in porto la missione dell'Anima.