L'Imperatrice e l'Imperatore


Dopo aver radunato tutti gli strumenti necessari (il Bagatto) e aver contemplato un disegno di azione (la Papessa), l'Imperatrice si manifesta nel mondo, in maniera forte e decisa ma poco strutturata, poiché è carente di esperienza. L'esplosione creativa e un po' disordinata dell'Imperatrice trova però una stabilizzazione e un ordine attraverso la figura dell'Imperatore, suo naturale e irrinunciabile complemento. Il Papa
Questa coppia di arcani è connessa con il dominio sul piano materiale, ma anche con la capacità di visione, la lungimiranza su cui deve poggiare qualunque governo che voglia essere illuminato e non dispotico né sconsiderato. L'aquila posta sul blasone di entrambi i personaggi indica appunto questa capacità di considerare la realtà fisica da una prospettiva più alta e più ampia. Nell'antichità si credeva inoltre che l'aquila fosse l'unico animale in grado di guardare il sole senza accecarsi, proprio perché ne condivideva la natura divina, da cui discendeva la sua capacità di giudizio. L'Imperatore incarna la severità della giustizia umana, mentre l'Imperatrice ne interpreta la misericordia.
Negli arcani minori dei Tarocchi compaiono re e regine, mentre i due sovrani degli arcani maggiori sono stati denominati “Imperatrice” ed “Imperatore” in virtù di un rilevante principio filosofico. Mentre il re esercita il governo sul proprio territorio e sul popolo che lo abita, l'imperatore governa diversi popoli e diversi territori, aspirando in tal modo a un dominio di tipo universale, che discende da un principio divino superiore. L'instaurazione dell'Impero dovrebbe essere una tappa verso l'espressione definitiva di un ordine universale pacifico.
L'Imperatore è dunque una figura che tende all'unificazione in tutti gli ambiti: non solo sul piano fisico e materiale, ma anche su quello psichico e spirituale. E' attraverso la sua relazione con l'Imperatrice che egli riesce a dar forma a questo obiettivo ambizioso: i due personaggi sono infatti capaci di equilibrarsi a vicenda, attraverso un continuo e proficuo dialogo tra le loro energie, opposte ma complementari.
L'iniziato deve saper ricreare questo stesso equilibrio dentro di sé, imparando a gestire il piano materiale ma al tempo stesso mantenendo un occhio puntato sui piani spirituali. Allorché riuscirà a sviluppare “lo sguardo dell'aquila”, egli potrà procedere a passo sicuro lungo il sentiero della trascendenza.


La funzione di questa carta è analoga a quella dell'Imperatore. Si potrebbe considerare il Papa come una versione spirituale o interiore dell'Imperatore, proprio come la Papessa lo è dell'Imperatrice. In effetti la carta riassume in sé i principi della fede e della credenza, da cui derivano quei codici di condotta volti a regolare molti aspetti della vita terrena. Il Papa è il ponte, il collegamento, il mediatore tra l'uomo e Dio; è colui che rappresenta Dio in terra. La salda volontà del Papa è espressa dalla mano con il guanto azzurro, colore che, nella tradizione cristiana, simboleggia una solida azione spirituale. Può avere accesso a questo potere soltanto l'iniziato che abbia ottenuto il pieno ricordo di sé, diventando egli stesso un iniziatore per altri discepoli. Ai piedi del Papa vi sono infatti due accoliti, che appaiono piccoli al cospetto di una figura così autorevole e carismatica. D'altra parte, se non avesse dei discepoli, nessun Papa avrebbe senso di esistere.
Vi è dunque un'elevazione di coscienza nel passaggio dallo stato imperiale a quello papale. Tuttavia anche il Papa, così come la Papessa, si trova ancora in un limbo, perché il suo potere si esercita non solo sul piano spirituale, ma anche – in una certa misura – sulle cose di questo mondo: ne danno testimonianza il trono su cui è assiso, la mitra che porta sul capo (evoluzione della corona) e il pastorale che impugna (versione ieratica dello scettro regale). Ci troviamo dunque in una fase transitoria, nella quale il tempo sacro e il tempo profano iniziano ad intersecarsi, donando qualcosa l'uno all'altro.

