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La Via Iniziatica dei Tarocchi – Tra il Diavolo e la Torre

2025-11-26 13:35

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La Via Iniziatica dei Tarocchi – Tra il Diavolo e la Torre

I 22 Arcani Maggiori si presentano come un Sentiero composto da varie tappe in successione, ognuna delle quali è connessa in modo coerente con tutte le altre.

Il Diavolo

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Con il Diavolo ci addentriamo nel terzo, decisivo settenario degli arcani maggiori. Il Diavolo (arcano numero 15) corrisponde, ad un livello superiore – o inferiore, a seconda dei punti di vista - al Papa (arcano numero 5): ognuno di essi, infatti, è un “ponte”. Tuttavia, mentre il Papa ci conduce verso le vette spirituali, il Diavolo ci getta nell'abisso: ciò avviene perché, nel tortuoso sentiero iniziatico, più si sale, più a un certo punto si dovrà ridiscendere.

A livello iconografico, protagonista indiscusso di questa carta è il tema dell'animalità, cioè dell'istinto umano che si esprime qui nella sua forma più bassa o, comunque, più disinibita. Va detto che, nella carta marsigliese, non vi è alcun giudizio “negativo” riguardo a questa inclinazione, ma piuttosto una certa ironia: il Diavolo appare infatti come un burlone che fa le boccacce, prendendosi gioco di noi. Ci sta sottoponendo ad una tentazione iniziatica, ma non ci obbliga a fare nulla che noi non vogliamo. Semplicemente, ci sta invitando a guardare meglio dentro noi stessi, Lui che tutto vede, con i tanti occhi di cui è cosparso il suo corpo. Non a caso, il suo nome è Lucifero, cioè “portatore di luce”: il Diavolo infatti è Colui che rischiara le tenebre. In quanto “portatore di luce”, Egli appare quanto mai attraente e appetibile, ed è questo il motivo per cui è così facile cadere nella sua rete, non solo per l'uomo comune, ma anche per lo stesso iniziato. Tuttavia, mentre l'uomo dormiente non è in grado di resistere alla tentazione, e cederà volentieri la sua anima in cambio di una mera illusione, l'iniziato – se è veramente tale – dovrà saper sfruttare quest'opportunità per riconoscere e riunificare le sue tante personalità, per rafforzare il proprio “centro di gravità”, liberandosi da ogni dipendenza e, dunque, dal residuo attaccamento alla materia.

In definitiva, la sfida lanciata dal Diavolo rappresenta per l'iniziato una formidabile occasione: egli dovrà immergersi nei suoi più profondi abissi ma, proprio in quegli oscuri recessi, riuscirà finalmente a distinguere l'autentica realtà spirituale dalle illusioni luciferine. D'ora in poi, l'iniziato non potrà più confondere ciò che è volubile ed effimero con ciò che, invece, è immutabile ed eterno.


La Torre

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Nella versione marsigliese, la Torre rappresenta una scena di gioia, in cui l'estremità superiore dell'edificio salta come il tappo di una bottiglia, liberando una pioggia di coriandoli colorati. I due personaggi ai piedi della Torre non sembrano precipitare ma piuttosto far capriole, come saltimbanchi. Uno di essi, che si vede solo per metà, rivela l'esistenza di una seconda possibilità, che deve essere scoperta. La Torre, in realtà, è il nostro corpo/tempio, attraverso il quale possiamo incontrare Dio: dobbiamo infatti cercare dentro, e non fuori di noi, questo contatto.

Questa carta dunque non prefigura sciagure, ma un evento capace di far esplodere di gioia la nostra anima. Tuttavia, ciò che fa la felicità dell'anima potrebbe, al tempo stesso, gettare l'ego in un cupo sconforto: infatti, non sempre l'anima e l'ego viaggiano sugli stessi binari; molto spesso, anzi, essi appaiono come due partner che non riescono ad accordarsi e a convenire su nulla, benché siano visceralmente legati, del tutto incapaci di separarsi! Proprio questa lotta intestina tra l'anima e l'ego può rendere a volte ardua, e persino incomprensibile, l'esperienza vivificante della Torre.

Per l'iniziato, tuttavia, si tratta di un passaggio obbligato. Dopo aver superato la drammatica prova personificata dal Diavolo, egli deve ora purificare le proprie energie: in effetti, non si può riempire un vaso con acqua fresca e pulita, senza prima ripulirlo dai residui di acqua sporca e stagnante. Solo quando verrà liberato dai suoi troppi detriti, l'ego potrà finalmente trovare un punto d'incontro con l'anima. Questa riunificazione, benché ancora parziale, provocherà comunque una grande apertura nei confronti delle sfere celesti, che vedremo raffigurate negli arcani seguenti. Il microcosmo umano è ormai pronto ad abbracciare pienamente il Macrocosmo Divino.

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