I primi Tarocchi che ho acquistato, ormai più di vent'anni fa, sono i Marsigliesi. Questo è, ancora oggi, il mazzo da me più amato, quello con cui sento un legame quasi “sentimentale”. Tuttavia mi piace molto scoprire e sperimentare cose nuove, anche nell'ambito tarologico: di tanto in tanto, quindi, utilizzo anche altri mazzi di Tarocchi per le mie letture. Qui di seguito voglio segnalare tre mazzi che apprezzo molto per alcune loro caratteristiche particolari, un po' insolite, sia a livello iconografico sia sul piano dei contenuti. Da ciascun esemplare ho estratto alcune carte, di cui presento qui le immagini, che potessero aiutarmi a mostrare la bellezza, l'originalità e le potenzialità del mazzo stesso. Le carte che ho estratto dall'Arcanum Tarot sono l'Appeso, il Sei di Pentacoli e il Nove di Coppe:
Arcanum Tarot
Come suggerisce il nome stesso, queste carte sembrano avere la capacità di svelare qualche piccolo “segreto”, e quindi possono essere molto utili quando poniamo delle domande che coinvolgono persone di cui sappiamo poco o nulla: ad esempio, un ragazzo appena conosciuto oppure il partner del/della consultante, se stiamo leggendo le carte per qualcun altro. Nel libretto di accompagnamento, infatti, ognuno dei 78 arcani “parla di sè”, aggiungendo informazioni preziose alle intuizioni o alle conoscenze del consultante. Di questo mazzo apprezzo molto anche le immagini: realistiche e suggestive al tempo stesso, esse ci trasportano in un mondo magico, aiutandoci a connetterci con il nostro lato intuitivo e immaginativo.




E' interessante leggere nel libretto i messaggi veicolati da questi arcani.
Dice l'Appeso: “Stare capovolto mi solleva dai pesi che porto. Mi sento più leggero, libero di vedere il mondo come piace a me”.
Così si presenta il Sei di Pentacoli: “Sono qui per mettere in equilibrio i piatti della bilancia. Una società stabile è quella in cui le esigenze di ognuno vengono soddisfatte”.
Questa infine è la voce del Nove di Coppe: “Vedi tutto questo? L'ho costruito tutto io ed ora posso prendermi il tempo di godere di ciò che ho creato”.
Tarot of Oppositions
Tutte le carte di questo mazzo contengono una doppia illustrazione: un'immagine “positiva” su un lato, una “negativa” sul lato opposto. Ogni arcano manifesta quindi due diverse sfumature di significato. Questa peculiarità può agevolare l'interpretazione, specie per i neofiti dei Tarocchi, e può inoltre rappresentare, per tutti, un incentivo a esplorare più in profondità le simbologie e i significati delle carte. Dal mio punto di vista, alcune immagini sono un po' troppo “crude”, nel loro realismo. A fronte di ciò, io ho deciso di non interpretare mai il “lato ombra” di queste carte come un annuncio di eventi futuri “negativi”; preferisco invece considerarlo come un'attenuazione rispetto al “lato luce”, oppure come una manifestazione delle paure e delle insicurezze del consultante. Inoltre, come spiega l'autore del mazzo nel libretto allegato, le carte capovolte possono essere considerate anche nei modi seguenti: energie passive; azioni o situazioni lente; eventi esterni, non dipendenti dal consultante; aspetti inconsci del consultante.
Per inciso, a un certo punto mi sono accorta che il retro delle carte presenta un disegno geometrico con dei colori non del tutto simmetrici: vi è infatti un lato più chiaro e uno più scuro, e questa differenza rispecchia proprio la “positività” o “negatività” dell'arcano in quel punto. Quando ci si rende conto di questo dettaglio, diventa possibile “pilotare” in qualche modo l'estrazione delle carte, decidendo se e quando pescare una carta “negativa” e quando una “positiva”. Ciò non significa affatto “barare”, a patto che si sia comunque interessati ad apprendere la verità, qualunque essa sia, attraverso la lettura delle carte. Io ho provato ad applicare questo metodo e, per quanto mi riguarda, sono convinta che funzioni molto bene. L'ho utilizzato anche per estrarre le tre carte che presento qui: ho pescato senza pensarci le prime due, poi mi sono accorta - dal retro - di aver scelto il “lato ombra” di entrambe e, a quel punto, ho deciso di sceglierne una dal “lato luce”. E' uscito, così, un terzetto di carte che mi ha fatto riflettere positivamente su una situazione personale.
Nell'ordine di estrazione, le carte sono il Due di Coppe (ombra), l'Appeso (ombra) e l'Imperatrice (luce):




Viceversa Tarot
Anche in questo caso gli arcani presentano una duplice illustrazione, ma in modo molto diverso rispetto al mazzo precedente. Infatti, in ogni carta del Viceversa Tarot vi è una stessa immagine che “si sdoppia”, venendo rappresentata da due diversi punti di vista: sulla faccia principale della carta vediamo i personaggi di fronte, mentre sul retro quegli stessi personaggi appaiono di schiena. Tutto ciò crea una grande profondità di visione, mostrando due diversi panorami simbolici e invitando il consultante alla riflessione e all'introspezione. Certo, non è molto semplice utilizzare queste carte, data l'assenza di un vero e proprio “retro”. Tuttavia, consultarle di tanto in tanto permette di realizzare delle letture molto suggestive e ispiranti, capaci di stabilire un collegamento diretto tra gli arcani e il nostro inconscio. Un buon modo di maneggiare delle carte così particolari consiste nel mischiarle, gettarle (letteralmente!) sul tavolo e poi pescarne alcune tenendo sempre gli occhi chiusi (o semi-chiusi) e lasciandosi guidare dall'istinto. E' appunto quello che ho fatto quando ho estratto le tre carte seguenti:




Si tratta di tre Arcani Maggiori, che creano una sequenza molto potente ed evocativa: la Ruota della Fortuna (fronte), il Matto (retro) e la Torre (retro).
Voglio mostrarvi anche l'altra prospettiva di tutte e tre le carte, per darvi un'idea di come la visione e l'interpretazione possano cambiare, qualora esca il “lato A” piuttosto che il “lato B”:





