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Qualche curiosità sui nomi degli Arcani

2025-08-10 10:13

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Qualche curiosità sui nomi degli Arcani

In questo articolo leggerete alcune suggestive ipotesi riguardo all'origine dei nomi di quattro Arcani Maggiori...

I più antichi Tarocchi a noi noti, ovvero quelli risalenti al Quattrocento italiano, erano immagini prive di cartigli: non recavano, cioè, né numeri né nomi. Queste scritte iniziarono ad apparire solo più tardi, sulle carte prodotte in Francia. Dai pochi mazzi giunti fino a noi, si può presumere che inizialmente siano stati introdotti i numeri e che successivamente, a partire da metà del Seicento circa, siano apparsi sulle carte anche i nomi degli arcani.

Esiste tuttavia un documento denominato “Manoscritto Steele”, risalente alla fine del XV secolo, in cui un anonimo predicatore, scagliandosi contro il gioco d'azzardo, ci trasmette la più antica lista di Trionfi a noi nota, comprensiva di nomi e di una precisa sequenza numerica:

1) El bagatella / 2) Imperatrix / 3) Imperator / 4) La papessa / 5) El papa / 6) La temperantia / 7) L'amore / 8) Lo caro triomphale / 9) La forteza / 10) La rotta / 11) El gobbo / 12) Lo impichato / 13) La morte / 14) El diavolo / 15) La sagitta / 16) La stella / 17) La luna / 18) El sole / 19) Lo angelo / 20) La iusticia / 21) El mondo / 22) El matto sine nulla

Molti di questi nomi sono rimasti praticamente identici nel corso dei secoli, mentre alcuni sono stati parzialmente o totalmente modificati.
In questo articolo voglio soffermarmi in particolare sui nomi di quattro Trionfi, che mi sembrano interessanti sia per come sono presentati nel “Manoscritto Steele” in relazione ai Tarocchi medievali italiani, sia per la versione francese con cui compaiono nei Tarocchi di Marsiglia.

EL BAGATELLA / LE BATELEUR

     

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Nei moderni Tarocchi esoterici del tipo Rider-Waite, questa figura appare come un grande Mago, capace di convogliare le energie celesti per manifestare la propria volontà sul piano terrestre. Tuttavia sembra che, agli esordi, questo personaggio fosse fatto di ben altra pasta, decisamente più modesto (e forse un po' meno onesto!) del Mago Rider-Waite. Il termine “bagatella”, infatti, è una parola italiana antica che significa “cosa di poco conto”; possiede inoltre altri due significati, ovvero “gioco di prestigio” e... “frode”! Come a voler fugare qualunque dubbio al riguardo, l'anonimo predicatore scrive, nel medesimo testo sopra citato, che “el bagatella” “est omnium inferior”, cioè “è inferiore a tutti”. Tale definizione indicava la minima valenza di quella carta nell'uso ludico ma, contemporaneamente, intendeva svalutare lo stesso personaggio raffigurato: infatti, almeno secondo l'interpretazione del monaco, “el bagatella” rappresentava gli uomini peccatori, tra cui figuravano, ovviamente, tutti i giocatori... gente di infimo stato e livello, altro che Maghi!


EL MONDO / LE MONDE


     

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In base alle mie letture, mi sembra siano ben pochi gli autori che si sono soffermati sul possibile significato originario del nome “Il Mondo”, a proposito della relativa carta dei Tarocchi. Sembra che, in generale, si dia per scontato che con tale espressione si intendesse proprio l'urbe terracqueo. In effetti, nei Trionfi medievali, su questa lama veniva raffigurata “la città ideale”, interpretabile anche come una sorta di “paradiso terrestre”. Ciò può far pensare che la definizione “Il Mondo” si riferisse proprio a un concetto di “spazio”, fisico o spirituale che fosse. Dal mio punto di vista, però, il vero significato potrebbe essere un altro: non è da escludere, cioè, che l'antico termine italiano “mondo”, associato alla relativa lama dei Tarocchi, derivi in realtà dal latino “mundus”, con il significato di “pulito”, “purificato”. Tale associazione sembra adattarsi perfettamente alla raffigurazione della carta marsigliese, in cui il personaggio centrale (probabilmente ermafrodita) danza nudo tra gli emblemi dei quattro elementi, come simbolo dell'Anima che si staglia nella sua originaria e incontaminata purezza, riemergendo da tutte le esperienze fatte e vissute durante l'incarnazione. Tuttavia i Tarocchi di Marsiglia sono nati solo nel Seicento, e la loro interpretazione de “Il Mondo” è un'evoluzione tarda di questo arcano. In principio, come si è detto, la carta presentava un'immagine del tutto differente, ovvero quella di una città medievale fortificata.

Dobbiamo quindi domandarci se la parola “mondo” possa significare “pulito”, “purificato” anche in relazione all'originario Trionfo medievale. Una simile associazione potrebbe apparire, in effetti, un po' dubbia. Eppure, un indizio in tal senso sembrerebbe giungere proprio dal “nostro” predicatore anonimo: nel suo sermone sul gioco, infatti, egli spiega come l'uomo peccatore (cioè “el bagatella”) debba affrontare tutta una serie di prove che gli permetteranno di congiungersi infine a Dio (“el mondo”, appunto). Se è questa l'interpretazione da attribuire ai Trionfi medievali, non è poi così peregrina l'idea che, fin dall'inizio, l'espressione “el mondo” si riferisse all'individuo che realizzava lo scopo di elevarsi dal suo infimo stato terreno: dopo aver affrontato molte gravose esperienze, egli riusciva infine a “mondare” se stesso dal peccato originale, potendo nuovamente varcare le porte del paradiso!

Post Scriptum: Nella lista dei Trionfi stilata dall'anonimo predicatore, subito dopo “el mondo” viene “el matto sine nulla”. Perchè? Evidentemente ciò esprime un gran pessimismo circa la reale possibilità dell'essere umano di mantenere il suo ritrovato contatto con Dio: l'umana ignoranza e incapacità di uniformarsi alle Leggi Divine è tale per cui, fatalmente, l'essere “mondo” ricadrà ben presto nella sua pervicace natura di “matto”, ritrovandosi di nuovo a terra, privo di tutto ciò che pensava di aver conquistato durante l'ascesa. Io non so se le cose stiano davvero così, ma questa... è un'altra storia!


LA SAGITTA / LA MAISON DIEU

     

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L'arcano XVI, chiamato “La Torre” nei moderni Tarocchi esoterici, in origine ebbe in realtà altri nomi. L'anonimo predicatore associa il termine “la sagitta” al relativo Trionfo medievale, mentre nei Tarocchi di Marsiglia troviamo la suggestiva espressione “La Maison Dieu”, ovvero “La Casa Dio”. E' l'impeccabile studioso Andrea Vitali a illustrare l'origine del nome della carta marsigliese, trasmettendo al contempo preziose informazioni sul significato esoterico dell'arcano. La sua spiegazione parte dal “Triompho di Fortuna”, opera di Sigismondo Fanti risalente al 1526. Nel testo compaiono due responsi astrologici che riflettono il significato ambivalente della carta della Torre, cioè un valore distruttivo e propizio al tempo stesso: talvolta, infatti, la saetta divina non distrugge, ma lascia nell'edificio una Pietra Santa, cioè la punta del fulmine che, secondo la credenza popolare, rappresenta un prezioso dono di Dio.
Il concetto dell'ambivalenza della saetta si trova già nell'opera di Plinio “Naturalis Historiae”, in cui le pietre del fulmine vengono divise in nere e rosse: quelle nere e rotonde erano sacre e permettevano di espugnare città e flotte nemiche, mentre quelle rosse erano semplici emanazioni del fulmine. Le pietre nere si chiamavano “betili”.

Il nome “betilo” viene associato dalla tradizione popolare ad ogni pietra di provenienza celeste. Ma qual è l'origine di questo nome? Esso deriva dall'ebraico “Beth-El”, che significa appunto “Casa Dio”.


LA PAPESSA / LA PAPESSE

     

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In origine, su questa carta era raffigurata una nobildonna abbigliata come la badessa di un convento. Tuttavia, è davvero sorprendente scoprire (sempre grazie all'elenco redatto dall'anonimo predicatore del Quattrocento) come a un'immagine così convenzionale sia stato associato ben presto (forse fin dall'inizio) il provocatorio nome di “papessa”. Evidentemente, chi operò questa scelta bizzarra non temeva di incorrere nelle ire della Chiesa di Roma! Dal mio punto di vista, una simile circostanza rimane comunque piuttosto enigmatica...    

In ogni caso, si ritiene che questa definizione derivi dal mito della papessa Giovanna, che con ogni evidenza era ben presente nell'immaginario collettivo rinascimentale. Probabilmente è solo una leggenda, quella della religiosa che finse di essere un uomo e che, sotto tali mentite spoglie, riuscì a diventare papa attorno al nono secolo. Tuttavia, da accurate ricerche storiche condotte di recente, è emersa la possibilità che un papa realmente esistito proprio a quell'epoca, per motivi del tutto ignoti abbia subíto una “damnatio memoriae”, tale da farlo espellere in modo permanente dalla lista ufficiale dei pontefici e, dunque, dalla Storia stessa. Null'altro, però, ci è dato sapere a proposito della misteriosa vicenda. Possiamo solo fantasticare sul fatto che si trattasse proprio di quella famosa Giovanna... Secondo la tradizione, si trattava di una donna inglese educata a Magonza, che iniziò a fingere di essere un uomo per sfuggire alle scorrerie di barbari invasori; grazie ai suoi abili travestimenti, riuscì a diventare novizio con il nome di Johannes Anglicus e in seguito, ormai incapace di svelare la sua vera identità, salì al soglio pontificio come Giovanni VIII. Un fatale innamoramento provocò, però, la sua morte violenta: Giovanna infatti restò incinta, e il travaglio di una sua gravidanza iniziò proprio durante una cerimonia pubblica tra le strade di Roma, portando a galla la verità; profondamente confusa e inferocita, la folla lapidò a morte sia Giovanna che la sua creatura. La sepoltura sarebbe poi avvenuta proprio nella strada in cui era iniziato il travaglio, tra San Pietro e San Giovanni in Laterano.

E' senz'altro plausibile che l'altisonante nome “papessa” sia stato ispirato da questa mitica vicenda. Personalmente, però, ritengo del tutto realistico che i creatori dei Tarocchi intendessero celebrare, con questa carta, anche le sacerdotesse dell'antichità, legate al Cristianesimo delle origini ma forse persino alla religiosità di matrice pagana. Come fa notare Carlo Bozzelli nel libro “Il Codice dei Tarocchi”, vari elementi semi-nascosti nella carta marsigliese della Papessa permetterebbero di giungere proprio a questa conclusione.

Per quanto riguarda la vicenda della papessa Giovanna, è oggettivamente difficile credere alla sua veridicità. Tuttavia, la carta marsigliese della Papessa si ispira di certo a quella leggenda anche in relazione al tema della castità, cioè del controllo degli istinti inevitabilmente connesso all'elevazione spirituale. Non vi è alcun dubbio sul fatto che l'arcano marsigliese costituisca un ammonimento in tal senso: basta osservare la forma, credo inequivocabile, del papiro arrotolato sul petto della donna. Ma anche questa... è un'altra storia!  
     

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