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La Via Iniziatica dei Tarocchi

2025-09-02 15:49

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La Via Iniziatica dei Tarocchi

I 22 Arcani Maggiori si presentano come un Sentiero composto da varie tappe in successione, ognuna delle quali è connessa in modo coerente con tutte le altre.

I Tarocchi possono essere utilizzati in molti modi, tutti certamente degni di essere scoperti e approfonditi; tuttavia, il loro più nobile intendimento è quello di offrirsi come un saggio strumento di supporto al percorso iniziatico. Questo è in particolare l'intento dei 22 Arcani Maggiori, che si presentano come un Sentiero composto da varie tappe in successione, ognuna delle quali è connessa in modo coerente con tutte le altre.

Una Via per pochi

Nel 1781, l'occultista francese Antoine Court de Gébelin azzardò l'ipotesi che il termine “tarocco” potesse derivare dall'egiziano “tarog”, formato dalle radici “ta” (cioè “via”) e “rog” (cioè “regio”), con il significato di “via regia” o “via dei re”. Benché si possano nutrire dubbi sulla fondatezza di questa etimologia, non è comunque priva di fascino l'analogia tra la saggezza del Re e quella dell'Iniziato: quest'ultimo è ricco e potente non per i beni materiali che possiede e su cui esercita il controllo, bensì per il tesoro di conoscenza interiore che è in grado di accumulare lungo il cammino.


Occorre però porre l'accento su una questione fondamentale: non è corretto affermare, come hanno fatto gli occultisti francesi e inglesi del XVIII e XIX secolo, che il contenuto sapienziale del Tarot sia abilmente celato all'interno di un sistema di complessi simbolismi, decifrabili solo dagli intellettuali appartenenti ad alcuni ordini iniziatici. Una visione di questo genere non corrisponde affatto alla verità. Fin dalle origini medievali del mazzo, infatti, l'indiscutibile intento dei Tarocchi è stato quello di “mettere tutto in chiaro”, rendendosi facilmente comprensibili da parte di chiunque, anche nel loro contenuto iniziatico.

Sono ben pochi, però, gli individui che scelgono (consapevolmente o meno) di intraprendere la Via che conduce al Risveglio. Nel libro “La Quarta Via”, Ouspensky afferma che “solo il venti percento di tutte le persone pensa seriamente a realizzazioni superiori; di questi, solo il venti percento decide di fare qualcosa riguardo alla propria evoluzione e, di questi, solo il cinque percento arriva da qualche parte”.


Il segreto è saper osservare
Chi voglia utilizzare i Tarocchi come strumento iniziatico, non ha bisogno di ottenere alcuna “certificazione” da parte di qualsivoglia “maestro”, per poter procedere a passo sicuro lungo questo percorso di auto-conoscenza. Gli insegnanti che egli dovesse trovare sulla via, potranno certo fornirgli delle indicazioni utili, ma i più grandi e insuperabili Maestri saranno proprio i Tarocchi stessi! Non esiste infatti, all'interno delle lame, alcun “arcano” segreto da decriptare, e la cui chiave di comprensione sia nascosta chissà dove...

L'unico vero “segreto”, qui, è la Volontà di OSSERVARE! I Tarocchi sono fissi e immutabili, contengono già tutto ciò che possono insegnare e trasmettere. Ciò che cambia, però, è la qualità dell'osservazione profusa dall'aspirante al Risveglio. Il punto focale diventa dunque l'Osservatore. Uno scarso livello di coscienza determinerà un'interpretazione superficiale dei simboli, mentre una consapevolezza più sviluppata condurrà alla visione di significati più profondi ed evolutivi.

Secondo la definizione di Jung, gli Arcani Maggiori sono degli archetipi, delle “forme a priori” che risiedono nell'inconscio collettivo dell'umanità e che permettono di trascendere le esperienze personali per intraprendere un percorso di individuazione, cioè di scoperta della propria autentica essenza. Tale processo avviene in sostanza attraverso un “gioco di specchi”: riflettendosi nei contenuti simbolici delle carte, l'osservatore attento riesce infatti a “ricordarsi di sè”, e questo è il primo, necessario passo lungo l'ardua Via del Risveglio.


Un progresso continuo
Escludendo Il Matto, che non ha numero, gli altri ventuno Arcani Maggiori sono contrassegnati da numeri romani. Nei Tarocchi di Marsiglia, però, la classica successione di tali numeri viene alterata in modo anomalo: il IV diventa IIII e il IX diventa VIIII, così come il XIV si trasforma in XIIII e il XIX in XVIIII. In pratica, si è scelto di abolire la sottrazione, e di procedere sempre in progressione. Ogni carta può dunque essere compresa solo dopo aver assimilato quella precedente, così come, nel percorso iniziatico, è possibile accedere a un livello di esperienza più elevato solo dopo aver superato con successo le prove connesse al livello precedente.

Gli Arcani Maggiori ci presentano dunque numeri da I a XXI, oltre alla carta non numerata del Matto. Alcuni associano a questa figura il numero zero, altri la considerano come ventiduesima carta del mazzo, ma l'unica verità oggettiva è che questa lama non ha una sua numerazione e, quindi, non ha neppure una collocazione fissa nella serie degli arcani.


Un “Folle” viaggio

Se consideriamo gli Arcani Maggiori come tappe di una via iniziatica, allora l'unica carta senza numero non può che rappresentare il pellegrino che percorre questo sentiero.


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“Le Mat” è l'uomo morto che cammina senza guardare la strada che sta percorrendo. Egli è colui che, tenendo lo sguardo verso l'alto, segue un sogno non ben definito, forse scritto nelle stelle; colui che non sente i richiami e i moniti provenienti dall'esterno, coperti come sono dal tintinnare dei suoi sonagli; colui che non ha una precisa direzione in mente, ma si lascia semplicemente spingere avanti dall'istinto animale, suo migliore amico...
Il suo è davvero un folle viaggio, eppure, paradossalmente, è l'unico viaggio che può destare in lui l'autentica Saggezza: il Risveglio, infatti, non può scaturire dalla “ragionevolezza”, ma solo dalla capacità di riconoscere e cavalcare la propria follia.
Così, passo dopo passo, la pazzia inizia a tramutarsi in qualcosa di più nobile e più utile, uno stimolo a proseguire anche quando le cose si fanno più difficili, un desiderio di espansione così forte da non tollerare ostacoli né ripensamenti.

Tutti gli altri Arcani Maggiori rappresentano appunto questo progressivo processo di trasmutazione interiore e di Risveglio a se stessi, fino alla meta finale, il ritrovato e pieno accesso al Mondo dell'Anima.


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