Il Bagatto


Il Bagatto è colui che compie il primo passo sul sentiero iniziatico. E' raffigurato come un giovane, a testimonianza di una maturazione spirituale ancora agli albori. Il cappello, la cui forma sinuosa richiama il simbolo dell'infinito (un otto rovesciato) e la bacchetta che punta verso l'alto, indicano la sua attitudine a connettersi con le energie dei piani spirituali, onde riceverne aiuti sottili. Questo legame che egli intrattiene con il Mondo di Sopra, gli procura buoni frutti. Sul tavolo, infatti, il Bagatto ha già tutto ciò che gli serve: ha svuotato il fagotto del Matto del suo contenuto ed è pronto a mettersi all'opera. Ha di fronte a sé infinite possibilità, ma deve capire quale sia la direzione migliore da seguire, e quali le azioni più opportune da intraprendere.
Gli oggetti che ha tra le mani e sul tavolo di fronte a sé rappresentano i quattro semi degli arcani minori, a loro volta collegati ai quattro elementi e alle quattro vie percorribili dall'uomo medievale in cerca di elevazione spirituale.
Le monete, richiamo al seme di Denari, simboleggiano la terra, cioè l'elemento più denso e più umile, la materia grezza. Il collegamento è con la via del mercante, prettamente materialista eppure utile e persino necessaria, nel microcosmo umano.
Il coltello sul tavolo corrisponde al seme di Spade e all'elemento aria: quando viene brandita, infatti, la spada fende l'aria con il proprio movimento impetuoso. Tale arma si ricollega alla via del guerriero, l'eroe che sceglie di sacrificare la sua vita e di combattere in nome dei valori ultraterreni.
La bacchetta tenuta in alto dal Bagatto, richiamo al seme di Bastoni, rappresenta l'elemento fuoco, considerato non solo sul piano fisico (il legno brucia), ma anche su quello metafisico (il fuoco dello Spirito). In quest'ultima accezione, la bacchetta è assimilabile allo scettro del re. Il collegamento è con la via del sovrano illuminato, che esercita il suo dominio sul piano fisico lasciandosi guidare dalla luce della ragione, a sua volta proveniente dalla luce cosmica.
Le boccette sul tavolo richiamano il seme di Coppe e l'elemento acqua, il quale simboleggia la comprensione e la saggezza spirituale e dunque corrisponde alla via del mistico.
Lo stesso tavolo su cui sono sparsi gli oggetti del Bagatto, radicato al suolo e composto di materia grezza, è un simbolo della materialità, ma al tempo stesso indica una prima possibilità di elevazione: basta salire su di esso per sentirsi più vicini al cielo! Del resto, il Bagatto è come una pianta che sboccia: non potrà slanciarsi verso l'alto finché non avrà stabilizzato il suo rapporto con la terra.
Dunque, questo giovane personaggio ha di fronte a sé tutte le vie possibili e contiene in sé l'infinito, ma un infinito ancora in potenza, che dovrà tradurre in realizzazioni concrete compiendo le scelte giuste e imboccando il tortuoso sentiero iniziatico, ricco di insidie. Il Bagatto vive ancora in un mondo illusorio: in questo stato di coscienza, può essere soltanto un prestigiatore, può produrre solo immaginazione, stordito da tutto ciò che possiede di tangibile, come un bambino catturato dal fascino dei suoi giocattoli.
La Papessa


La migrazione dallo spazio profano a quello sacro si ha con la carta della Papessa. Questa figura misteriosa ed emblematica, dalla pelle bianca come neve, rappresenta la materia ancora inerte: prima di concretizzare è necessario coltivare il pensiero, nutrire la mente con lo studio e la lettura, progettare e prefigurare i passi successivi.
La conoscenza è ancora velata, occultata allo sguardo di colui che la cerca. Nell'antichità, la donna velata era simbolo della natura che, secondo un detto di Eraclito, “ama celarsi”. In India ritroviamo l'immagine del Velo di Maya che, sottile e impenetrabile, copre il volto della dea, espressione dei segreti della natura.
Molti autori ritengono che la Papessa richiami in particolare la figura della dea Iside velata, e che sia dunque un potente simbolo dell'antico sacerdozio femminile.
La Papessa tiene un libro aperto sulle ginocchia: non lo sta leggendo, il suo sguardo appare anzi perso nel vuoto, ma proprio attraverso questo stato contemplativo ella riesce comunque a “vedere oltre il velo”, cioè a penetrare i misteri della natura, del cosmo e della vita stessa. Ciò avviene perchè la Papessa ha stabilito un contatto con la sua mente intuitiva superiore, che qui appare molto più importante della mente “raziocinante”, considerata a buon diritto “inferiore”.
E' probabile che ad ispirare l'iconografia di questa carta sia stata soprattutto la leggenda medievale della papessa Giovanna. Secondo tale tradizione, una donna inglese di Magonza, fingendosi uomo, sarebbe riuscita a farsi monaco con il nome di Johannes Anglicus, fino a salire al soglio pontificio nell'855, prendendo il nome di Giovanni VIII. Rimasta incinta di uno dei suoi tanti amanti, sarebbe stata scoperta durante un corteo pasquale tra le vie di Roma, a causa di un travaglio prematuro, e quindi lapidata assieme alla sua creatura dalla folla inferocita. Benché sia probabilmente privo di fondamento, questo racconto ebbe grande risonanza nell'immaginario collettivo medievale e rinascimentale, tanto da essere citato come evento realmente accaduto da vari intellettuali dell'epoca. L'influsso di questa leggenda sulla carta della Papessa è evidente: l'arcano, infatti, sottende anche il tema della castità, cioè del controllo degli istinti sessuali, tema cruciale nell'ambito di qualunque reale percorso iniziatico.
Tutto ciò indica come la Papessa si trovi alle soglie di un passaggio stretto, difficile da valicare per chi non abbia ancora sviluppato adeguate doti di comprensione, pazienza e ferrea volontà, al limite del sacrificio di sé. La Papessa si trova in un limbo, una zona di confine che dovrà oltrepassare per immettersi definitivamente nell'arduo percorso iniziatico.

